COME FUNZIONA IL PROCEDIMENTO DI MEDIAZIONE

COME PRESENTARE LA DOMANDA?

La parte, (o le parti congiuntamente) che intende attivare il procedimento di mediazione presenta la domanda online (modalità consigliata), via pec o fax, allegando copia della contabile bancaria del bonifico delle spese di avvio della procedura (€48,80) e copia del documento d’identità di chi attiva la domanda, o anche direttamente in forma cartacea presso la segreteria di OCF (Nuovo Palazzo di Giustizia, viale Guidoni 61, Firenze, Accesso H, Piano 11, orario di apertura: dal lunedì al venerdì in orario 9.30-13.00 e 14.30-17.30).

COSA DEVE CONTENERE LA DOMANDA?

– Attestazione di avvenuto versamento dei diritti di segreteria (€48,80)
– I dati identificativi delle parti in modo da consentire le comunicazioni di cui all’art. 3 del presente regolamento;
– I dati identificativi di colui che, se necessario, parteciperà e rappresenterà la parte nel procedimento, con attestazione scritta del relativo potere;
– Descrizione dei fatti, e delle questioni controverse e dell’oggetto della domanda e delle ragioni della pretesa;
– Indicazione del valore della controversia determinato a norma del codice di procedura civile;
– Dati identificativi dei difensori, dei professionisti e/o delle persone di fiducia che assisteranno la parte nel procedimento.
– Accettazione del regolamento dell’Organismo.

QUAL È IL RUOLO DELL’AVVOCATO?

Al primo incontro e agli incontri successivi, fino al termine della procedura, le parti devono partecipare con l’assistenza dell’avvocato.
 tutte le parti aderenti alla mediazione siano assistite da un avvocato, l’accordo che sia stato sottoscritto dalle parti e dagli stessi avvocati, che ne attestano la non contrarietà all’Ordine Pubblico e alle norme imperative, costituisce titolo esecutivo per l’espropriazione forzata, l’esecuzione per consegna e rilascio, l’esecuzione degli obblighi di fare e non fare, nonché per l’iscrizione di ipoteca giudiziale. Gli avvocati attestano e certificano la conformità dell’accordo alle norme imperative e all’ordine pubblico.

CHI DESIGNA IL MEDIATORE?

Il Responsabile dell’Organismo, sotto la vigilanza del Garante dell’Organismo, designa il mediatore incaricato per ogni singola procedura.

QUALI SONO I CRITERI DI NOMINA DEI MEDIATORI?

La designazione avviene secondo un criterio di turnazione; qualora ne ravvisi l’opportunità, ovvero ne riceva richiesta da una delle parti, il Responsabile dell’Organismo, sotto la vigilanza del Garante, con atto motivato, nomina un mediatore anche prescindendo dal criterio della turnazione degli incarichi: in questi casi la designazione dovrà avvenire considerando la specifica competenza, disponibilità ed esperienza in mediazione richiesta dall’oggetto e dalle caratteristiche delle parti della controversia e potrà avvenire anche ricorrendo agli elenchi dei mediatori di altri Organismi di mediazione. Anche nei casi in cui la designazione avvenga prescindendo dalla turnazione, deve comunque essere assicurata l’imparzialità e l’idoneità al corretto e sollecito espletamento dell’incarico.
Nelle mediazioni in materia di responsabilità medica e sanitaria si potrà designare il mediatore, anche in deroga dal criterio della turnazione, tra i professionisti che abbiano dichiarato e dato prova di specifica competenza ed esperienza.

LE PARTI POSSONO SCEGLIERE IL MEDIATORE?

Le parti possono individuare congiuntamente il Mediatore tra i nominativi inseriti negli elenchi, prima della designazione da parte del Responsabile dell’organismo.
In alternativa una parte può indicare il nominativo del Mediatore, il quale verrà designato ove non rifiutato dall’altra parte (in caso di mancato assenso alla indicazione, la designazione avverrà ad opera del Responsabile secondo i criteri individuati dal Regolamento di OCF).


QUANDO SI TIENE IL PRIMO INCONTRO?

Il Responsabile dell’Organismo fissa la data del primo incontro tra le parti entro 30 giorni dal deposito della domanda. La data è fissata inderogabilmente dal responsabile e dal mediatore. La data dell’incontro potrà essere modificata solo per giustificati motivi e salvo l’accordo di tutte le parti.

IN COSA CONSISTE IL PRIMO INCONTRO DI MEDIAZIONE?


Durante il primo incontro il mediatore chiarisce alle parti la funzione e le modalità di svolgimento della mediazione. Il mediatore, sempre nello stesso primo incontro, invita poi le parti e i loro avvocati ad esprimersi sulla possibilità di iniziare la procedura di mediazione e, nel caso positivo, procede con lo svolgimento.
Al termine del primo incontro, il mediatore redige processo verbale, dando atto:
Della volontà delle parti di proseguire nella procedura di mediazione
In tal caso, verrà dato concreto avvio al procedimento di mediazione, che potrà svolgersi anche in più sessioni, articolate su più rinvii.
Ciascuna parte avrà quindi modo di rappresentare al Mediatore ed alle altre parti la propria posizione sia in sessioni ”congiunte”, che in eventuali sessioni “private” con il Mediatore, sempre con l’assistenza del proprio Avvocato e comunque nel rispetto del principio di riservatezza.
L’eventuale accordo conciliativo sarà allegato al verbale.
Nel caso in cui non dovesse essere raggiunto un accordo, verrà redatto un verbale negativo. In tal caso il procedimento di mediazione è da considerarsi concluso.
Oppure del mancato consenso a proseguire, dovuto a:

a) Mancata partecipazione di una o di tutte le parti al primo incontro;
b) dichiarata non volontà, anche di una sola parte, di dare avvio al procedimento di mediazione a seguito del primo incontro preliminare.
c) Accordo raggiunto.
In entrambi i casi, verrà redatto un verbale negativo.

DOVE SI SVOLGE IL PROCEDIMENTO DI MEDIAZIONE?

A Firenze, presso la sede OCF nel Nuovo Palazzo di Giustizia in viale Guidoni 61, Accesso H, Piano 11.

COME SONO GARANTITE L’IMPARZIALITÀ, L’INDIPENDENZA E LA NEUTRALITÀ DEL MEDIATORE?

Prima dell’inizio di ciascun procedimento di mediazione e comunque prima dell’incontro con le parti, il Mediatore sottoscrive un’apposita dichiarazione di imparzialità, indipendenza e neutralità. Il Mediatore che chiede l’iscrizione all’elenco dei mediatori di OCF aderisce al codice etico ed accetta il regolamento dell’organismo.

QUALI SONO LE MATERIE PER LE QUALI È POSSIBILE RIVOLGERSI AD OCF?

È possibile presentare una domanda di mediazione in materia civile, societaria e commerciale, purché abbia ad oggetto diritti disponibili.

 

IN QUALI IPOTESI È POSSIBILE DEPOSITARE UNA PROCEDURA DI MEDIAZIONE AD OCF?

  • Quando il tentativo di mediazione è “obbligatorio” per legge quale condizione di procedibilità della causa civile (condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e sanitaria, e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari art. 5-1bis D.Lgs. 28/2010).
  • Quando la mediazione è demandata dal giudice, anche in sede di giudizio di appello, ex art. 5 n. 2 D.Lgs 28/2010 ed ex Progetto Nausicaa
  • Quando la mediazione è prevista da una specifica clausola contrattuale (per es. inserita nello statuto di una società o in un contratto civile o commerciale)
  • Quando la mediazione è volontaria

QUANTO COSTA IL PROCEDIMENTO DI MEDIAZIONE?

Il costo, a carico di ciascuna parte, comprende le spese di avvio del procedimento pari a € 48,80 (iva inclusa) e le indennità di mediazione, il cui importo è fissato da tariffe ministeriali e varia in dipendenza in base al valore della controversia. Le “spese indennità di mediazione” comprendono anche l’onorario del mediatore per l’intero procedimento di mediazione, indipendentemente dal numero di incontri svolti. Il primo incontro, in cui il mediatore chiarisce alle parti la funzione e le modalità di svolgimento della mediazione, è gratuito, essendo dovute solo le spese di avvio e le eventuali spese vive documentate. Ove le parti decidano di dare avvio alla procedura di mediazione saranno dovute le indennità di mediazione secondo gli importi individuati per scaglioni di valore.
I pagamenti tramite bonifico dovranno essere eseguiti esclusivamente utilizzando il conto sul BANCO DI LUCCA E DEL TIRRENO con il seguente IBAN: IT95T0324202800CC1024009949
*IVA 22% INCLUSA. Le spese di Mediazione per ciascuna parte sono da sommarsi a € 48,80 di spese di gestione della procedura.

Ove l’incontro non abbia luogo per rifiuto, espresso o tacito, dalla parte invitata ad aderire alla mediazione e/o qualora la parte invitata, pur avvertita, semplicemente non si presenti alla sessione di mediazione alla data fissata dalla Segreteria dell’Organismo, il Mediatore redigerà, a richiesta della parte attivante, un verbale di mancata partecipazione, per il quale non sarà dovuto alcun ulteriore importo.

Costi e indennità – Nota informativa

Il Consiglio di Stato, con sentenza n. 5230 – depositata il 17/11/2015 -, ha riformato la sentenza del Tar Lazio di Roma n. 1351 del 23 gennaio 2015 nei capi in cui aveva disposto l’annullamento di tre norme del decreto del Ministero della giustizia n. 180/2010 (il Tar Lazio aveva censurato la previsione normativa‎ sul pagamento delle spese di avvio di € 40,00, IVA esclusa di cui all’art. 16, commi 2 e 9, del d.m. 180/2010), ritenendo tali spese di avvio incompatibili con l’art. 17, comma 5-ter, d.lgs. 28/2010).
In particolare, il Consiglio di Stato ha statuito che le c.d. “spese di avvio” sono legittime e devono essere sempre versate, anche quando la mediazione si arresta al primo incontro. La motivazione evidenzia come il legislatore abbia utilizzato una infelice formulazione («compenso»), non trovando detta terminologia riscontro in alcuna altra parte della normativa di riferimento, nella quale si parla invece di “indennità di mediazione”, che a sua volta si compone di “spese di avvio” e “spese di mediazione”. Per cui le spese di avvio – che comprendono da un lato le spese vive documentate e dall’altro le spese generali sostenute dall’organismo non sono riconducibili alla nozione di “compenso” di cui alla disposizione di fonte primaria. Si tratta di un «onere economico imposto per l’accesso a un servizio che è obbligatorio ex lege» e al quale corrisponde un credito d’ imposta che è dovuto anche se la mediazione non prosegua oltre il primo incontro che «non costituisce un passaggio esterno e preliminare della procedura di mediazione, ma ne è invece parte integrante».
Si precisa che ulteriori spese, ovvero le indennità di mediazione, sono dovute solo in caso di prosecuzione della mediazione oltre il “primo incontro” o in caso di conclusione dell’accordo di conciliazione in sede di “primo incontro”.

I pagamenti tramite bonifico dovranno essere eseguiti esclusivamente utilizzando il conto sul BANCO DI LUCCA E DEL TIRRENO con il seguente IBAN: IT95T0324202800CC1024009949
*IVA 22% INCLUSA. Le spese di Mediazione per ciascuna parte sono da sommarsi a € 48,80 di spese di gestione della procedura.

Ove l’incontro non abbia luogo per rifiuto, espresso o tacito, dalla parte invitata ad aderire alla mediazione e/o qualora la parte invitata, pur avvertita, semplicemente non si presenti alla sessione di mediazione alla data fissata dalla Segreteria dell’Organismo, il Mediatore redigerà, a richiesta della parte attivante, un verbale di mancata partecipazione, per il quale non sarà dovuto alcun ulteriore importo.

 

IL CREDITO DI IMPOSTA ED ALTRE AGEVOLAZIONI FISCALI

Agevolazioni fiscali previste a favore di quanti facciano ricorso al procedimento di mediazione:

    • «Tutti gli atti, documenti e i provvedimenti relativi al procedimento di mediazione sono esenti dall’imposta di bollo e da ogni spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura» (art. 17, 2° comma, D.Lgs 28/2010)
    • «Il verbale di accordo è esente dall’imposta di registro entro il limite di valore di € 50.000,00, altrimenti l’imposta è dovuta per la parte eccedente» (art. 17, 3° comma, D.Lgs 28/2010)

 

  • «Alle parti che corrispondono l’indennità ai soggetti abilitati a svolgere il procedimento di mediazione presso gli organismi è riconosciuto, in caso di successo della mediazione, un credito d’imposta commisurato all’indennità stessa, fino a concorrenza di € 500,00, determinato secondo quanto disposto dai commi 2 e 3. In caso di insuccesso della mediazione, il credito d’imposta e’ ridotto della metà» (art. 20, 1° comma, DLgs 28/2010)

 

Il Credito di imposta sarà riconosciuto solo quando il fondo Unico di Giustizia viene stanziato dal Governo.